FAQ

La risposta alle domande più frequenti

 

Perché pensare alla fusione?
Le nostre amministrazioni hanno cominciato a lavorare insieme e a sviluppare servizi comuni nell’Unione Terre di Pianura.
Questo percorso è destinato a svilupparsi nella direzione della Fusione: il nuovo Comune potrà disporre delle risorse necessarie per rispondere alle nuove e crescenti esigenze dei cittadini.


Come si chiamerà il nuovo Comune?
Durante il Referendum consultivo i cittadini potranno esprimere la loro preferenza tra le proposte presentate dalle amministrazioni comunali.


Come si fa con le strade che hanno lo stesso nome in comuni diversi?
Non c'è bisogno di cambiarlo, l'indirizzo riporterà il nome della strada, la località (il nome del vecchio Comune), il Comune e la Provincia. I codici di avviamento postale (CAP) rimarranno gli stessi.

 

Dove saranno collocati i servizi?
Tutti i servizi alla cittadinanza (es. fare la carta di identità, iscrivere i bambini all’asilo nido, pagare i tributi, ecc.) rimarranno nelle attuali sedi comunali e saranno erogati tramite gli “Sportelli del cittadino”, con possibili nuovi sportelli nelle frazioni.

Solo gli uffici amministrativi, chiamati di “back office” e che non interagiscono con i cittadini (ragioneria...) verranno unificati per renderli più efficienti.

 

Dove starà il Sindaco?
La fusione dei comuni comporterà il passaggio da 2 Sindaci a 1, da massimo 10 assessori (attualmente sono 8) a massimo 5, da 32 consiglieri a 16. Tutto questo garantendo comunque un taglio dei costi della politica di circa 100.000 euro all’anno. La sede istituzionale sarà unica, ma la presenza del Sindaco e degli Assessori sarà garantita in entrambi i territori.

 

Quali vantaggi economici ci saranno per la comunità?
Più di 22 milioni di € in 10 anni: si tratta di una prima stima di massima sulla base delle norme vigenti.  Inoltre, il Comune unico godrebbe di regole più flessibili dal punto di vista economico/finanziario. Per legge il nuovo Comune avrebbe la precedenza sui bandi per i finanziamenti erogati dalla Regione.

 

A cosa si potrebbero destinare le risorse aggiuntive?
Con i risparmi potremmo realmente pensare ad un piano degli investimenti sui principali temi di azione (ad esempio: aumentare il livello di manutenzione delle strade, del verde, realizzare nuovi edifici, accrescere la “vicinanza” con le associazioni).

 

Chi decide e in che tempi?

I Consigli Comunali dovranno deliberare la richiesta alla Regione che verrà sottoposta ai cittadini attraverso il Referendum consultivo.

 

Qual è il destino dell'Unione di Comuni?
L'Unione permarrà con il nuovo Comune al suo interno.

 

Dove sarà la sede del nuovo Comune unico?
Non si è ancora deciso. È certo però che gli uffici di relazione col pubblico, o meglio “sportelli del cittadino”, rimarranno negli attuali edifici comunali con possibili nuovi sportelli nelle frazioni oggi non servite. Per il cittadino non farà nessuna differenza che un permesso di costruire venga rilasciato a Granarolo o Castenaso.